lunedì 13 luglio 2009

ENTOMOLOGIA POLITICA

Dopo tanti anni di tiramolla,esitazioni e pressioni altrui ecco che Beppe Grillo,a meno di smentite nei prossimi giorni,scende ufficialmente in politica in qualità di candidato alla segreteria del Pd(o Pdmenoelle come dice lui).
Grillo può stare più o meno simpatico,personalmente lo ritengo la massima espressione della demogagia italiana praticando un facile populismo capace di attirare a sè i consensi di un popolo di certo incazzato ma che facilmente si identifica come un gregge di pecore pronto a seguire il primo pastore che capiti.
Il comico genovese comunque propone argomenti interessanti a carico del suo programma elettorale già provato nelle ultime elezioni in alcune liste civiche dell'Italia,pensieri come l'antiberlusconismo che sono di basilare importanza per poter parlare seriamente di politica qui da noi.
Come pro anche lui è stato epurato a suo tempo dalla Rai per dichiarazioni contro Craxi,col suo famoso blog informa i cittadini di cose che non verrebbero mai a sapere dalle normali fonti mediatiche(anche se non tutto quello che scrive è da prendere come oro colato!)e vari punti del programma(nucleare,concessioni tv,acqua,energie alternative,parlamento pulito)sono validi.
Di contro possiamo dire che ha beneficiato del condono fiscale dello psiconano(come lui chiama Berluscojoni)nel 2003,ha una condanna per omicidio colposo sulle spalle(quindi non dovrebbe candidarsi alle politiche),durante dei suoi tour teatrali alla fine degli spettacoli distruggeva da copione dei computer(ora la sua manna)e il suo stipendio(fate anche soldi giustamente guadagnati)supera i quattro milioni di Euro...un pò troppi per uno che guarda molto a quello che prendono gli altri.
Qui sotto il suo annuncio di domenica di mettersi in gioco per il Pd,che comunque ha sempre sbeffeggiato e criticato enormemente(tratto dal suo blog)e più avanti un'analisi di Franco Lucenti di"Senza Soste".
Beppe Grillo candidato alla segreteria del PD.
Il 25 ottobre ci saranno le primarie del PDmenoelle. Voterà ogni potenziale elettore. Chi otterrà più voti potrà diventare il successore di gente del calibro di Franceschini, Fassino e Veltroni. Io mi candiderò. Dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c'è il Vuoto. Un Vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. Una sinistra senza programmi, inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali. Muta di fronte alla militarizzazione di Vicenza e all'introduzione delle centrali nucleari. Alfiere di inceneritori e della privatizzazione dell'acqua. Un mostro politico, nato dalla sinistra e finito in Vaticano. La stampella di tutti i conflitti di interesse. Una creatura ambigua che ha generato Consorte, Violante, D'Alema, riproduzioni speculari e fedeli dei piduisti che affollanno la corte dello psiconano. Un soggetto non più politico, ma consortile, affaristico, affascinato dal suo doppio berlusconiano. Una collezione di tessere e distintivi. Una galleria di anime morte, preoccupate della loro permanenza al potere. Un partito che ha regalato le televisioni a Berlusconi e agli italiani l'indulto.Io mi candido, sarò il quarto con Franceschini, Bersani e Marino. Partecipo per rifondare un movimento che ha tolto ogni speranza di opposizione a questo Paese, per offrire un'alternativa al Nulla.Il mio programma sarà quello dei Comuni a Cinque Stelle a livello nazionale, la restituzione della dignità alla Repubblica con l'applicazione delle leggi popolari di Parlamento Pulito e un'informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico, a partire da Silvio Berlusconi. Temi troppo duri per le delicate orecchie di un Rutelli e di un Chiamparino. Ci sono milioni di elettori del PDmenoelle che vorrebbero avere un PDcinquestelle. Con questo apparato affaristico e venduto non hanno alcuna speranza. Il PDmenoelle è l'assicurazione sulla vita di Berlusconi, è arrivato il momento di non rinnovare più la polizza. Arrivederci al 25 ottobre!
Beppe Grillo e l’antipolitica legittimante.

Quando scoppiò il "fenomeno-Grillo" si parlava di "diffusione dell'antipolitica". Qualcuno corresse subito, affermando che le idee dell'impertinente Beppe non erano affatto antipolitiche (ma anzi politicissime), bensì solamente antipartitiche.
Poi il Grillo nazionale lanciò l'idea delle liste civiche col suo marchio, e già lì in molti cominciarono a porsi delle domande su dove volesse arrivare.
Oggi, la notizia del giorno: Beppe Grillo annuncia la sua candidatura alle primarie per la leadership del Partito democratico.
Provocazione? Dice di no. "E' una cosa serissima", afferma.
Nella spiegazione delle motivazioni che lo avrebbero portato a prendere questa decisione, tutta una lunga serie di pesanti accuse al "Pdmenoelle" (così Grillo ha sempre chiamato il Pd), come è nel suo stile. Accuse che gli sono sempre valse la simpatia di tantissimi italiani che non si sono mai voluti far incantare dalla sirena del bipartitismo, e che hanno sempre individuato in lui una figura che trattava il Pd per quello che era, ossia "un vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini; una creatura ambigua che ha generato Consorte, Violante, D'Alema, riproduzioni speculari e fedeli dei piduisti che affollano la corte dello psiconano".
Ed è proprio qui che emerge la voragine del Grillo-pensiero: per lui il Pd è sempre stato un nemico, come fa adesso a candidarsi per la sua guida?
Nelle ultime amministrative andava nelle città (Livorno compresa) a mettere il proprio "bollino" su quelle liste civiche che presentassero varie caratteristiche minime, tra le quali una fondamentale era quella dell'opposizione incondizionata a Pdl e Pd. Dichiarazione di ostilità palese e significativa contro le due forze sostenute da cartelli economici e potentati opposti tra loro ma con lo stesso scopo di non lasciare spazi a quelle forze che da sinistra cercano di opporsi alle scelte di neoliberismo selvaggio di entrambi i partiti.
Possibile che Grillo sia così ingenuo da non comprendere che il problema non è chi guida il Pd, ma il Pd stesso? Possibile che Grillo non conosca il ruolo di necessarietà vitale di un organismo come il Pd per lo sviluppo del grande capitale nel nostro paese? Possibile che Grillo non si batta per far capire agli italiani che i capitalisti di tutto il mondo per preservare i loro status hanno bisogno in ogni nazione di due grandi partiti che si alternino, e che quindi se non sconfiggi quelli non cambierà mai niente? Possibile che Grillo creda veramente che tutti i reali padroni dell'Italia che finanziano il Partito democratico continuerebbero a farlo vivere senza problemi se per assurdo fosse lui il leader?
No, non è possibile tutto ciò, vista l'arguzia che ha sempre dimostrato il comico genovese. E allora, se questo non è possibile, significa che la sua uscita è stata solo pubblicitaria; vuol dire che l'ha fatto esclusivamente per farsi respingere la proposta di candidatura e poter poi così sparare a zero su chi gli ha chiuso la porta in faccia.
Ma alla fine cosa ci avrà guadagnato? Niente. Anzi, ne avrà perso in coerenza, e soprattutto avrà lanciato agli italiani il messaggio pesantissimo che l'opposizione alla destra prima deve passare la prova della scalata al vertice del Pd. In pratica né più né meno che una legittimazione in piena regola del Partito democratico quale soggetto imprescindibile per l'alternatività a Berlusconi.
Grillo a volte appare geniale, altre sembra un bambino ingenuo. In questo caso ha semplicemente spiazzato tutti, e quando fai una cosa del genere o trionfi o sparisci.
Probabilmente domani ci dirà che scherzava, d'altronde è un comico.
Ma in ogni caso, se sarà così, questa volta non ha fatto ridere per niente.

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