martedì 27 ottobre 2009

STEFANO CUCCHI

Questa notizia circolava già da sabato quando al Tg3 nazionale spunta fuori questo breve servizio che consisteva in un'intervista ad una donna che denunciava l'assassinio del fratello arrestato sei giorni prima per un modesto quantitativo di droga.
In rete avevo subito cercato conferme ma per un paio di giorni sia su Indymedia che in altre fonti la stessa gente chiedeva lumi sull'intera vicenda,e solo ieri è cominciato ad emergere qualcosa dal quasi silenzio tipico dell'insabbiamento sbirresco.
C'è stato un altro servizio stavolta nell'edizione delle 13 del Tg2 in cui si è cercato di dare rilevanza maggiore al grave fatto della morte di Stefano Cucchi,trentunenne romano la cui morte ha destato più di un sospetto e nell'articolo tratto da"Repubblica"nella sezione di Roma c'è la raccolta di alcune testimonianze da parte di Cecilia Cirenei:tali interventi,dei familiari di Stefano e di due presidenti di associazioni che si occupano dei problemi all'interno delle carceri,esternano i dubbi divenuti ormai certezze sui pestaggi subiti da questo ragazzo di 42 chili massacrato dagli sbirri e portato dal Regina Coeli all'ospedale Pertini ormai moribondo.
Con la certezza che non si stenda un velo di omertà anche su questo tragico episodio(che della tragedia intesa come evento fortuito ha ben poco)chi è colpevole di questa morte la deve pagare cara e subito:negli ultimi mesi gli episodi di morti sospette nelle caserme e nelle carceri sono aumentati considerevolmente e naturalmente i responsabili non sono stati ancora individuati.
A presto aggiornamenti sulle ultime situazioni in sospeso,stufi marci delle scale scivolose delle caserme,dei salti dalle questure e dalle teste sbattute in momenti di raptus nelle celle italiane.
Giallo sulla morte di un detenuto, "Lividi sul volto".
«Lo Stato mi deve spiegare come è morto mio fratello. E come è potuto accadere che né io né i miei genitori siamo riusciti a vederlo per sei giorni. E soprattutto perché ci è stato impedito di sapere per quale motivo era stato portato in ospedale. Quando l´ho visto era irriconoscibile».Ilaria Cucchi, 35 anni, è sconvolta dalla morte del fratello, Stefano 31 anni, avvenuta, sembra per arresto cardiaco, in circostanze non chiare all´ospedale Pertini dopo le manette la notte fra il 15 e il 16 ottobre per il possesso di 20 grammi di sostanze stupefacenti. Il funerale di Stefano c´è stato ieri nella chiesa di Santa Giulia in via Filerete a Torpignattara. Il giovane pesava 37 chili, 42 quando è stato arrestato. Da giovedì 15 notte per i genitori è cominciato un incubo: hanno visto Stefano l´ultima volta in buona salute all´una, accompagnato a casa dalle forze dell´ordine per una perquisizione. I carabinieri che lo hanno arrestato lo hanno avuto in consegna poco tempo: «Lo abbiamo portato in caserma in una camera di sicurezza, alle 5 del mattino abbiamo chiamato il 118 perché stava male, ma non ha voluto essere curato, si è svegliato alle 9,20 e lo abbiamo accompagnato per il rito direttissimo e consegnato alla polizia penitenziaria».Denunciano le circostanze anomale della morte, Luigi Manconi, presidente di "A Buon diritto", e Patrizio Gonnella, presidente di "Antigone". «Quando il ragazzo è stato arrestato stava bene. La mattina dopo all´udienza il padre nota delle tumefazioni sul viso – sottolinea Manconi – ai genitori non viene concesso di vederlo. Da Regina Coeli viene trasferito al Pertini. Ottengono un´autorizzazione per il 23. Ma è troppo tardi. Il ragazzo muore il 22 notte. Non sappiamo di chi sia la responsabilità di tutto questo, ma vogliamo sapere cosa è successo». Ilaria Cucchi vuole andare a fondo alla vicenda ed ha incaricato di seguirla l´avvocato Fabio Anselmo, che si è occupato di un caso simile, quello di Federico Aldrovandi, a Ferrara.

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