lunedì 11 novembre 2013

AGGESSIONI FASCISTE A BRESCIA E FIRENZE

Due episodi hanno caratterizzato il fine settimana per quanto riguarda la lotta al fascismo in Italia,e purtroppo sono notizie che parlano di un paio di aggressioni squadriste di questi vigliacchi che si muovono per far del male solo in gruppo e contro singoli o comunque sempre in un rapporto di maggioranza tra le parti.
Se a questo si aggiunge il bene placito delle forze del disordine la frittata è fatta:il primo episodio riguarda Brescia quando a margine di un presidio antifascista di varie provenienze sociali sono spuntati fuori una decina di infami che con delle cinture in mano hanno provocato alcuni compagni che stavano tornando a casa.
Dopo qualche attimo c'è stata una rissa che ha visto scontrarsi i due gruppi opposti e gli sbirri già presenti che hanno manganellato pure una ragazza del centro sociale 28 maggio di Rovato,una delle parti che hanno organizzato il presidio per denunciare la presenza e le sedi di covi fascisti nella città e nella provincia,oltre agli attacchi alla sede del partito di rifondazione comunista a Lonato e proprio al centro sociale di Rovato dello scorso febbraio(vedi:http://mascheraaztecaeildottornebbia.blogspot.it/2013/02/attacco-fascista-rovato.html ).
L'altro contributo di Senza Soste(il primo da ecn.org)parla di un'aggressione di alcuni stronzi di Caga Pound ai danni di tre compagni antifascisti ed attivisti del partito comunista dei lavoratori che sono stati picchiati nei pressi di Piazza della Repubblica,con gli sbirri intervenuti come al solito a giochi finiti e che hanno identificato i tre feriti lasciando scappare gli aggressori.

Brescia Botte all'ora dell'happy hour tensione in piazza Vescovado.

Gli investigatori avrebbero già individuato i responsabili della rissa: denunce su entrambi i fronti

Il presidio di palazzo Broletto è ormai sciolto. Un centinaio di antifascisti del centro sociale 28 Maggio di Rovato, di Rifondazione comunista e del comitato Cittadini di San Vigilio per la Costituzione ha appena consegnato in Prefettura un voluminoso dossier sul ritorno dell'aggressività di estrema destra in città e provincia, e si disperde in varie direzioni, quando dal fondo di piazza Paolo VI compare proprio un gruppetto di militanti di estrema destra. Una ventina di antifascisti stanno andando proprio da quella parte. Partono le provocazioni reciproche, e sotto il vòlto di via Trieste, all'incrocio con via Mazzini, si arriva alle mani. Volano tavoli, sedie, bottiglie del bar Sormani. Gli skinhead arretrano per via Trieste, qualcuno li insegue. Quando infine arriva la polizia per dividere i contendenti, gli animi sono caldi. C'è un contatto di 10 o 15 secondi tra gli agenti e gli antifascisti. Nessuno si fa male sul serio, tuttavia Monica, una del «28 Maggio» porta a casa il bernoccolo di una manganellata. È storia di ieri pomeriggio.
Secondo la ricostruzione del portavoce del centro sociale di Rovato Giuseppe Corioni, dal fondo della piazza il gruppetto di estrema destra comincia a far roteare per aria cinture tolte dai pantaloni mentre il gruppo di antifascisti si avvicina. Questi reagiscono alla provocazione con i soliti slogan e nella strettoia della via si scatena il parapiglia. Una delle cinture rimane a terra, e Corioni ne mostra la scritta «Fronte veneto skinhead» a sottolineare la matrice dei provocatori.
IL PRESIDIO antifascista in Broletto è stato invece del tutto pacifico e indisturbato fino alla fine. Ma in piazzale Arnaldo si svolgeva una concomitante manifestazione di estrema destra e le teste più «calde« sono uscite dai ranghi per scatenare la rissa. Ma Corioni non ci sta a un epilogo che suona come ennesima prova di quanto sono andati a denunciare in Prefettura: «Era tutto il giorno che i fascisti si spostavano da una parte all'altra della città - dice -, inoltre per tutta la settimana sui social network hanno annunciato che si sarebbero avvicinati al nostro presidio. La Questura doveva tenerli a distanza e non l'ha fatto, e quando la situazione è degenerata si è rivolta contro di noi». Intanto proprio la Questura sta preparando un'articolata informativa all'autorità giudiziaria, in cui vengono delineate le azioni illecite di gruppetti ristretti dell'una e dell'altra parte. Gli investigatori, in ogni caso, hanno già individuato i responsabili della rissa e denunce sono scattate per alcuni esponenti di entrambe le parti. Erano passate da poco le 16.30, quando il presidio antifascista si stava disperdendo. Una mezz'ora prima Corioni, il segretario di Rifondazione comunista Fiorenzo Bertocchi, la coordinatrice dei «Cittadini di San Vigilio» Sara Gatta e il giovane Jacopo Favalli che denuncia una recente «aggressione fascista» subita al Carmine, erano stati ricevuti in delegazione da un funzionario della Prefettura. Avevano consegnato un corposo esposto con la denuncia di episodi di «pubblica e plateale ostentazione di simboli del fascismo» e la richiesta di «immediata chiusura» delle sedi Forza Nuova di via Croce in città e via Rango a Lumezzane, nonché la sede di Casa Pound in via Mazzini a San Vigilio di Concesio.
Da ieri la Prefettura ha in mano un lungo esposto sulle attività dei gruppi neofascisti. La richiesta di chiusura delle sedi è corredata da un elenco lungo una quindicina di pagine di azioni che sarebbero state messe in atto dall'estrema destra in città e provincia, nonché da dossier su Forza Nuova e Casa Pound. L'iniziativa - hanno spiegato i promotori durante il presidio scattato alle 14.30 davanti al Broletto -, è la prima risposta agli episodi di violenza che si stanno intensificando negli ultimi tempi.
CORIONI elenca l'aggressione «militare» alla sede di Rifondazione a Lonato, le due bombe carta a breve distanza al «28 Maggio», la «squadraccia» che un paio di settimane fa ha provato a entrare nel circolo Arci del Carmine. E la stessa sera, proprio a seguito di quell'episodio Favalli dice di essere stato «aggredito da una dozzina di fascisti». Per ultimo, ieri mattina in centro sono stati trovati volantini con la scritta «cercasi infame di professione per smascherare fascisti...». Insomma, una situazione a forte rischio di degenerazione.
«I fascisti si appropriano dello spazio lasciato libero dalla Lega, sfruttano le difficoltà economiche e puntano a risposte autoritarie sul modello greco di Alba Dorata - argomenta Bertocchi -, ma non cadremo nel tranello». E prima ancora dell'ultima rissa, anche per Gatta è «l'ora di chiedere alle istituzioni una risposta sulla costituzionalità di queste presenze».
Mimmo Varone

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Aggressione neofascista a Firenze
Nella sera di sabato 9 novembre due ragazzi e una ragazza, che si trovavano a passare da piazza della Repubblica, riconosciuti come antifascisti, sono stati aggrediti da un gruppo di neofascisti che gli si sono scagliati contro in una decina gettandoli a terra prendendoli a calci.
Sappiamo che al bar "le Giubbe Rosse", locale non nuovo a ospitare iniziative neofasciste, era appena terminata un'iniziativa di Casa Pound Firenze.
Nella piazza erano presenti diversi agenti della Digos che sono intervenuti quando il pestaggio era ormai finito, hanno così identificato e portato in Questura solo gli aggrediti e “stranamente” lasciato andar via gli aggressori.
Diciamo questo, non tanto per ricercare un giustizialismo che non ci appartiene, ma per evidenziare per l'ennesima volta le collusioni e la copertura di cui godono i fascisti.
Le forze dell'ordine sono sempre attente quando i fascisti sono in difficoltà e in inferiorità, blindano le loro sedi quando scendono in piazza gli antifascisti, sono solerti e "precisi" nelle indagini a carico dei compagni, ma quando la situazione lo richiede allentano le maglie, le indagini portano in un vicolo cieco come per "l'inchiesta Casseri" e addirittura lasciano che si consumino pestaggi davanti ai loro occhi come in questo caso.
Ad un mese dal secondo anniversario della strage fascista di piazza Dalmazia effettuata da Casseri, esponente di Casa Pound Pistoia, le cui connivenze con la locale Questura sono state ampiamente documentate, la violenza fascista agisce di nuovo in questa città.
Questo non è più tollerabile!
In una fase di crisi strutturale come quella che stiamo attraversando non è possibile non rendersi conto del perché i fascisti vengano ancora una volta sostenuti e appoggiati dalle istituzioni dello Stato: ciò che accade in Grecia con Alba Dorata dovrebbe insegnarci qualcosa!
Esprimendo la massima solidarietà ai compagni aggrediti, invitiamo tutte le realtà del territorio e non solo, tutti coloro che si riconoscono nei valori e nella pratica dell'antifascismo a fare altrettanto e prepararsi alla mobilitazione di cui comunicheremo le modalità nei prossimi giorni.

Firenze Antifascista
10 novembre 2013
http://www.infoaut.org/index.php/blog/antifascismoanuove-destre/item/9634-aggressione-neofascista-a-firenze

AGGRESSIONE FASCISTA CONTRO TRE MILITANTI DEL PCL A FIRENZE

Ieri sera 9 novembre tre nostri compagn* sono rimasti vittime di una vile aggressione fascista mentre passeggiavano tranquillamente in centro da parte di una decina di persone affiliate a movimenti neofascisti in zona di Piazza Repubblica. L'aggressione è avvenuta nel classico stile fascista, in dieci contro due, la squadraccia di vigliacchi si è poi dileguata all'arrivo della Polizia. Proprio nella piazza si era svolto nel pomeriggio un incontro promosso da Casapound Firenze. Al bar Le Giubbe Rosse i fascisti presentavano il libro "il caso Speziale", tra i relatori c'era il loro capetto fiorentino Saverio Di Giulio. 
L'aggressione di ieri ci riporta ai tragici fatti di due anni fa, quando il militante di Casapound Pistoia Gianluca Casseri assassinò Samb Modou e Diop Mor e ferì gravemente altri tre venditori ambulanti senegalesi al mercato di San Lorenzo (uno di loro dopo due anni è ancora in ospedale gravemente ferito). 
Il PCL esprime preoccupazione per il rifiorire di organizzazioni esplicitamente fasciste che utilizzano strumentalmente la crisi capitalista per dividere il fronte di classe. I fascisti, nei periodi di crisi, diventano il cane da guardia della grande borghesia, soffiano sul fuoco del razzismo, della discriminazione contro il "diverso" (immigrato, omosessuale, comunista, anarchico, ecc) per dividere la classe, per scatenare una guerra tra poveri a tutto vantaggio dei soliti noti. Questo è emerso chiaramente a Roma il 19 ottobre scorso quando è stata evidente la commistione tra forze dell'ordine e fascisti di Casapound nella provocazione contro il corteo dei movimenti di lotta per la casa. Il loro lavoro infame di servi dei servi viene poi lautamente ricompensato sia in denaro (da sempre i fascisti hanno i soldi che arrivano per via traverse dai poteri forti) sia in protezioni politiche. 
Il PCL fa appello a tutte le realtà della sinistra di classe, all'associazionismo, ai lavoratori, ai giovani, ai migranti per la costituzione a livello nazionale di un fronte unico antifascista. Solo i lavoratori organizzati possono sconfiggere definitivamente la barbarie fascista, solo l'autorganizzazione proletaria di massa nei quartieri popolari, nelle scuole, nei posti di lavoro può ricacciare per sempre nelle fogne la canaglia fascista. 
Il PCL esprime piena solidarietà ai tre compagni due dei quali hanno riportato traumi ed uno la frattura del setto nasale. Non ci faremo intimidire da questa vile aggressione, continueremo anzi con più forza di prima la nostra battaglia contro il fascismo e contro il capitalismo. 

Non un passo indietro 
Basta dare legittimità politica ai fascisti 
Chiudere i covi fascisti 

Partito Comunista dei Lavoratori 
Sez. Firenze  

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SOLIDARIETA' ANTIFASCISTA E COMUNISTA 
 
Tutto il PCL è a fianco dei suoi militanti fiorentini, aggrediti vigliaccamente da una squadraccia fascista, e dell'azione antifascista della nostra sezione di Firenze e delle organizzazioni antifasciste della città. 

Lo squadrismo cerca di rialzare la testa, usando la leva della crisi sociale. 

La legittimazione strisciante delle formazioni fasciste da parte delle forze di governo della seconda Repubblica, i processi di omologazione della vecchia sinistra, la crisi conseguente del movimento operaio, hanno allargato gli spazi di agibilità dell'estrema destra in quartieri popolari e presso strati sociali impoveriti. 

Pur non essendovi ancora in Italia lo sviluppo di un movimento fascista con basi di massa paragonabile al lepenismo francese, siamo in presenza di alcuni sintomi pericolosi. 

Solo una mobilitazione di massa antifascista può rintuzzare e scoraggiare i fascisti, chiudere i loro spazi, esercitare l'autodifesa organizzata dallo squadrismo. Non certo la retorica costituzionale o l'affidamento allo Stato, che copre i fascisti o addirittura se ne rende complice. 

Al tempo stesso è tanto più necessario collegare l'azione di massa antifascista alla prospettiva anticapitalista di un governo dei lavoratori, il solo che possa estirpare le radici sociali e politiche del fascismo: perché il capitalismo è il suo naturale brodo di coltura. 

ESECUTIVO NAZIONALE DEL PCL

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